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" ..L'indagine su una malattia inizia dalla perfetta conoscenza di essa.. "
LA VISITA UROLOGICA INTERATTIVA
QUANDO SI EFFETTUA IL PRIMO PSA DOPO PROSTATECTOMIA RADICALE ?
dopo 4 settimane dall'intervento
QUANTO DOVREBBE ESSERE IL VALORE DEL PSA dopo PROSTATECTOMIA RADICALE ?
Dovrebbe essere inferiore a 0,2 ng/ml
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La Prostatectomia radicale rappresenta ancora la strategia terapeutica di riferimento per un paziente affetto da carcinoma prostatico localmente confinato.
Ciononostante, una ripresa di malattia si sviluppa in un numero non insignificante di soggetti sottoposti ad intervento chirurgico, arrivando a quasi il 40% se consideriamo proprio il PSA come indice iniziale di progressione.
Se è difficile stabilire quale sia la migliore terapia in caso di ripresa di malattia, tutti sono d'accordo nel fatto che ogni sforzo va fatto per cercare di diagnosticare tale ripresa quanto più precocemen possibile e il PSA gioca un ruolo estremamente importante in questo contesto.
Il momento preferibile per valutare l'azzeramento del PSA è rappresentato dalla trentesima giornata postoperatoria.
Successivamente, andranno eseguiti controlli periodici e continuativi così da valutare gli eventuali incrementi del marcatore o la sua stabilizzazione. I controlli devono essere duraturi nel tempo: una ripresa di malattia può verificarsi anche a notevole distanza di tempo dopo l'intervento anche se statisticamente i primi anni sono più a rischio .
Il mancato azzeramento del PSA dopo l'intervento radicale o il ritorno alla dosabilità potrebbero indurre a intraprendere una terapia adiuvante. È infatti noto che una ripresa di malattia quasi inevitabil si associa all'innalzamento del marcatore.
Parametri quali il tempo a progressione biochimica e il tempo di raddoppio del PSA (Doubling Time ), unitamente al Gleason score (5 o > 7), al coinvolgimento delle vescicole seminali e/o all'interessamento dei linfonodi locoregionali, possono orientare per una ripresa locale piuttosto di malattia piuttosto che sistemica.
Resta ancora da studiare il significato del riscontro, dopo Prostatectomia radicale , di valori di PSA fluttuanti attorno al valore minimo di dosabilità o anche al di sopra di questo, ma persistentemente stabili e senza evidenza clinica di malattia.
In questi casi non sarebbe indicato un qualsivoglia trattamento adiuvante a fronte dei rischi e degli effetti collaterali ad esso connessi.
Vediamo cosa può accadere dopo 30 giorni dall'intervento di prostatectomia radicale .
Si possono realizzare due situazioni
Psa indosabile oppure Psa dosabile
Avete effettuato il psa dopo intervento di PR dopo trenta giorni. Il valore registrato è di < 0,01 ng/ml |
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Situazione di PSA INDOSABILE |
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se eravati affetti da un tumore prostatico stadiato |
se eravati affetti da un tumore prostatico stadiato |
se eravati affetti da un tumore prostatico stadiato |
se eravati affetti da un tumore prostatico stadiato |
pT2 |
pT3a |
pT3b |
pT4 |
osservazione |
osservazione |
radioterapia + ormonoterapia |
radioterapia + ormonoterapia |
pT3a |
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Radioterapia (eventuale) |
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Avete effettuato il psa dopo intervento di PR dopo trenta giorni. |
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Situazione di PSA DOSABILE |
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se eravati affetti da un tumore prostatico stadiato |
se eravati affetti da un tumore prostatico stadiato |
se eravati affetti da un tumore prostatico stadiato |
se eravati affetti da un tumore prostatico stadiato |
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Rivaluitazione a tre mesi |
radioterapia + ormonoterapia |
radioterapia + ormonoterapia |
radioterapia + ormonoterapia |
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Linee guida sul carcinoma della prostata
Linee guida sul PSA
LA RECIDIVA BIOCHIMICA dopo PROSTATECTOMIA RADICALE
Vediamo che cosa può capitare al nostro psa dopo prostatectomia radicale
Dopo la prostatectomia radicale viene raggiunto un livello di psa indosabile che si mantiene tale nel tempo.
Questa situazione corrisponde alla
GUARIGIONE DEL PAZIENTE
Dopo la prostatectomia radicale viene raggiunto un livello di psa indosabile che si mantiene per un certo periodo di tempo, dopo di che comincia a risalire.
Questa situazione corrisponde alla
RECIDIVA BIOCHIMICA
Dopo la prostatectomia radicale viene raggiunto un livello di psa che si riduce in modo consistente restando però rilevabile.
Questa situazione corrisponde alla
RECIDIVA BIOCHIMICA
Dopo la prostatectomia radicale il Psa non si azzera , ma permane stabile intorno ai valori prossimi della indosabilità
Questa situazione E' DOVUTA
1. Alla persistenza di tessuto francamente neoplastico
2. alla presenza di cellule neoplastiche sul letto chirurgico, come conseguenza di una involontaria disseminazione durante la rimozione della ghiandola
3. alla presenza di tessuto prostatico normale o iperplastico, soprattutto a livello dell'apice e del collo vescicale
4. allo sviluppo di localizzazioni metastatiche, già presenti al momento dell'intervento
5. alla possibile produzione dì PSA ad opera di cellule non prostatiche (per esempio, uretrali o di ghiandole periuretrali)
Circa il 30-40% dei pazienti che si sottopongono a prostatectomia radicale per neoplasia prostatica clinicamente confinata svilupperà una recidiva biochimica e questo avverrà nel 95% dei casi entro i primi 5 anni .
LA RECIDIVA BIOCHIMICA DI MALATTIA
COSA E' e COSA FARE
Dopo la prostatectomia radicale viene raggiunto un livello di psa indosabile che si mantiene per un certo periodo di tempo, dopo di che comincia a risalire.
Dopo la prostatectomia radicale viene raggiunto un livello di psa che si riduce in modo consistente restando però rilevabile.
Ma che cosa è la recidiva biochimica ?
E' l'aumento del psa dopo prostatectomia radicale senza che sia possibile rilevare una ricomparsa di malattia tumorale.
Gleason Score > o uguale a 7 |
Gleason Score < o uguale a 7 |
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In Letteratura non è stato ancora raggiunto un consenso circa la definizione dí recidiva biochimica dopo Prostatectomia radicale.
PSA DOSABILE DOPO PROSTATECTOMIA RADICALE IN DETTAGLIO
Dopo la prostatectomia radicale il Psa non si azzera , ma permane stabile intorno ai valori prossimi della indosabilità
Come già descritto, non è affatto inusuale riscontrare valori dosabili di PSA dopo Prostatectomia Radicale.
Considerando un valore soglia 0.1 ng/ml (Hybritech), la percentuale di soggetti con marcatore dosabile (o non azzerato entro 6 settimane dall'intervento chirurgico su una serie di 9.056 prostatectomie radicali eseguite per neoplasia clinicamente confinata ), è risultata pari al 2.4% .
A che cosa è dovuta la persistenza del psa ?
1. Alla persistenza di tessuto francamente neoplasti
2. alla presenza di cellule neoplastiche sul letto chirurgico, come conseguenza di una involontaria disseminazione durante la rimozione della ghiandola
3. alla presenza di tessuto prostatico normale o iperplastico, soprattutto a livello dell'apice e del collo vescicale
4. allo sviluppo di localizzazioni metastatiche, già presenti al momento dell'intervento
5. alla possibile produzione dì PSA ad opera di cellule non prostatiche (per esempio, uretrali o di ghiandole periuretrali)
Grossolanamente il mancato azzeramento del PSA è indice di un intervento chirurgico non radicale.
Tuttavia, pur in presenza di cellule neoplastiche il PSA potrebbe non risultare dosabile a causa dell'esiguo numero di cellule ancora incapaci di esprimere livelli evidenti di marcatore oppure a causa di una transitoria soppressione della produzione di PSA .
Come già accennato, la persistenza bassa e stabile dosabilità del PSA dopo Prostatectomia radicale potrebbe semplicemente significare la presenza di tessuto prostatico residuo non necessariamente neoplastico: secondo la maggior parte degli Autori, questa situazione viene identificata quando il PSA non raggiunge lo zero ma si mantiene stabile al di sotto di 0.3-0.4 ng/ml per un periodo di almeno 3 anni .
Le sedi più frequentemente interessate dalla possibile persistenza di tessuto prostatico residuo normale o iperplastico, sono l'apice e il collo vescicale.
I pazienti con PSA dosabile dopo Prostatectomia radicale rappresentano una popolazione molto eterogenea dal punto di vista della evoluzione neoplastica: Rogers segnala che in circa il 40% dei casi non compaiono metastasi per più di 7 anni, mentre nel 32%, la malattia diventa clinicamente evidente entro 3 anni.
La cinectica di crescita del PSA nel primo anno dopo l'intervento , insieme con il Gleason score, rappresenta il parametro predittivo indipendente più importante di progressione metastatica precoce (Fig. 4).
Qualche Autore ha descritto la possibilità di svelare micrometastasi occulte attraverso la dimostrazione di cellule tumorali prostatiche circolanti: si tratta di tecniche che utilizzano sonde per DNA o anticorpi marcati e che potrebbero avere ampia diffusione in un prossimo futuro .
Le vostre domande
Quando si effettua il primo psa dopo prostatectomia radicale ?
In genere dopo 30 giorni
Quale dovrebbe essere il valore del psa dopo prostatectomia radicale ?
Il valore non deve superare gli 0,2 ng /ml
Che cosa è il Doubling Time ?
E' il nel quale il psa raddoppia di valore. Piu' è breve questo tempo piu' c'è possibilità di essere di fronte ad una recidiva di malattia
A cosa vado incontro se il psa non si azzera dopo prostatectomia radicale ?
E' necessario pensare ad una non completa asportazione della prostata oppure ad una diffusione della malattia tumorale oltre la prostata
E’ pericoloso avere un psa che non si azzera dopo prostatectomia radicale ?
In genere no ma va attentamente monitorizzato: questo dato prevede la effettuazione di terapie complementari (radioterapia ed ormonoterapia ) che devono essere instaurate.
Ci sono delle sostanze che si usano per non far alzare il psa dopo prostatectomia radicale ?
Ci sono delle sostanze la cui efficacia non è stata dimostrata scientificamente ma che vengono ugualmente somministrate essendo di tipo naturale. Esse sono le stesse sostanze che vengono raccomandate nella prevenzione dei tumori della prostata e che sono citate anche nelle linee guida